Nuove Minacce del “Sistema”

alle Legittime Libertà Individuali.

   Non è certo da ieri che l’informazione o la disinformazione è diventata oggetto di autentici progetti strategici e quindi di severa manipolazione. Non a caso, apprendiamo come diversi dissidenti dell’ex blocco comunista dell’Est, ci hanno illustrato sulle falsità e le mezze verità abilmente diffuse dai diversi governi ed i rispettivi servizi segreti. Del resto, esiste un’ampia letteratura di come da Mosca venivano distribuiti attraenti “incentivi” a tutto un esercito composto da numerosi intellettuali, artisti di ogni genere, politici e personaggi diversi, capaci di influenzare il pubblico dei Paesi occidentali. L’ambigua strategia era già stata inaugurata da Lenin che invitava personalità più o meno coinvolte nell’informazione, dello spettacolo dell’arte, insomma della cultura che, ricevendo in generoso “premio” denaro e gioielli provenienti dai tesori degli zar, affinché, per gratitudine, avrebbero esaltato i grandi “meriti” dei vittoriosi bolscevichi.  Il piano funzionava piuttosto bene come dimostrato dall’autore francese Albert Londres che nel 1920, rientrando da Mosca, pubblicava il suo singolare elogio un libro dall’eloquente titolo NELLA RUSSIA DEI SOVIET. Per cui, lo stratagemma che riusciva ad entusiasmare gli ingenui e maliziosi simpatizzanti occidentali della Sinistra collettivista, era proseguita sotto Stalin e addirittura ampliato dai suoi successori che oltre ad estenderlo a tutta una serie di entità, a volte si avvalevano di soggetti dei Paesi satelliti, come Germania Orientale, Cecoslovacchia, Polonia, Bulgaria eccetera, che venivano inviati da Mosca per finanziare i “compagni” ed infiltrarsi negli ambienti influenti occidentali e perfino negli stessi servizi segreti dei Paesi liberi rivali.

   E per ciò che riguarda l’enorme volume dei finanziamenti che i sovietici destinavano in giro per il mondo, è oltremodo utile le lettura delle quasi 900 pagine del saggio di Valerio Riva – L’ORO DA MOSCA -, o più nello specifico, LES FINANCES DU P.C.F. di Jean Montaldo entrambi davvero oltremodo illuminanti…

 
   A questo proposito si potrebbero citare pure i numerosi dissidenti che dopo aver servito i servizi segreti dei loro rispettivi Paesi, erano riusciti a rifugiarsi all’estero, oppure come come Viktor Kravchenko – ex dirigente sovietico e membro dell’Ambasciata a Washington che ha ispirato il saggio IL CASO KRAVCHENKO di Nina Berberova  qui recensito:

https://liberalismowhig.com/2019/10/02/ipocriti/#more-12921

oppure Ladislav Bittman – autore di THE KGB AND SOVIET DISINFORMATION –, ed Anatolij Golitsyn autore di NEW LIES FOR OLD –, rispettivamente ex agenti dei servizi segreti cecoslovacchi, StB (Státní bezpečnost) e KGB, i quali, dopo essere fuggiti dai loro Paesi, arrivando negli Stati Uniti, hanno descritto in questi loro  saggi come funzionavano i metodi con i quali si mirava a disorientare non solo i governi ed i servizi segreti rivali, ma tutta la l’ignara Popolazione dei Paesi democratici, foraggiando giornali, riviste, emittenti radio televisive, personaggi ed autorità ecc. dei più diversi campi.

   Ebbene, dopo il fallimento del collettivismo sovietico, molti di noi si erano illusi che le strade del capitalismo, della libera iniziativa, dell’economia di mercato e della politica autenticamente democratica non avrebbero più incontrato ostacoli. Invece, la brace del comunismo era ancora bella accesa sotto le ceneri e sovente agiva attivamente dietro la maschera del socialismo o del socialismo democratico, anche con l’ipocrita pretesto dei diritti umani, mentre i rispettivi attivisti, molto discretamente, escogitavano nuovi modi e sistemi per il ripristino del potere perso.

   Nel frattempo, i puntuali nostalgici dell’ideologia egualitaria, ostinatamente contraria alle idee del modello del libero mercato, basato sull’efficienza, sul merito e sulla preferenza, dei consumatori, nel rispetto delle loro preferenze, avevano capito che l’accorto teorico nostrano Antonio Gramsci aveva ragione; infatti, egli aveva profeticamente intuito come, per aver successo, i comunisti avrebbero dovuto fare altre scelte, avviandosi su nuove strade, lasciando da parte la lotta di classe dichiarata e rinunciare alla usurata rivoluzione armata che aveva già fallito con i giacobini. Pertanto, per ottenere risultati durevoli nel tempo, era necessario conquistare spazio in altri modi, riuscendo ad occupare i settori chiave della società: quelli strategicamente più influenti che avrebbero portato al potere senza spargere sangue. Insomma, una specie di rivoluzione pacifica e silenziosa attraverso la quale bisognava occupare le Università, i mezzi di comunicazione e di diffusione e tutti gli ambienti in grado modificare la mentalità consolidata nei secoli e nei millenni; in altre parole, bisognava puntare sull’egemonia culturale, proprio per riuscire a raggiungere anche la finalità ultima proposta da Marx, quella di creare l’uomo nuovo.

   Così, coincidendo con la ormai avviata liberazione della gioventù che a poco a poco, si rendeva indipendente dal giogo dall’autoritarismo degli adulti, iniziavano le loro ribellioni che scaturivano un po’ in tutto il mondo, dove le contestazioni principalmente contro la Guerra del Vietnam, ma anche per rendere più “accessibile” l’istruzione superiore a tutti, indipendentemente dal merito, si diffondevano a macchia d’olio fino ad esplodere nelle anarchiche rivolte del cosiddetto Sessantotto, iniziate sulle piazze, coinvolgendo anche i sindacati. 

   Iniziava, così, una vera trasformazione che avrebbe condizionato gli atenei del mondo occidentale con l’insegnamento concreto propriamente detto che passava in secondo piano, predominando al suo posto un vero indottrinamento ideologico e politico. L’evoluzione naturale, quindi, non poteva essere altra se non la formazione di nuovi accademici orientati più politicamente che per altro, con il conseguente ed inevitabile declino di ciò che fino a prima era stata la nostra Cultura. A questo proposito, è anche molto utile la lettura di ciò che rivela l’accademico americano Roger Kimball nel suo saggio TENURED RADICALS: HOW POLITICS HAVE CORRUPTED OUR HIGHER EDUCATION (Radicali Titolati: Come le Politiche Hanno Corrotto la Nostra Educazione Superiore), in cui si descrive come ed a quale bassi livelli l’insegnamento universitario americano – soprattutto delle facoltà umanistiche – è sprofondato. Ma se agli Americani serve da consolazione, in questa distruttiva competizione, alcuni Paesi europei non sono certo da meno; infatti, in questi ultimi anni le nostre Università sono riuscite a sfornare una miriade di laureati che non sono altro che funzionali analfabeti, fatto ahimè confermato dal relativo basso livello non solo dei nostri autori, ma anche dalla scarsa inclinazione degli Italiani alla lettura…

   Ad ogni modo, in conseguenza dell’innegabile successo ottenuto dall’indottrinamento realizzato sistematicamente nei confronti della nuova generazione, durante questa vera quanto deleteria rivoluzione culturale di conio gramsciano, oggi, purtroppo, si deve constatare che grande parte dei veicoli mediatici del mondo occidentale sono occupati  o controllati – anche dai sindacati dalle redazioni -, principalmente da militanti che hanno adottato i dogmi del nuovo socialismo in qualità ostinati attivisti che si dichiarano sovente in maniera del tutto aperta, strategie di una rinata intransigente Sinistra, a tale estremo che riescono in forma abile ed efficace a condizionare il mondo  della diffusione dell’informazione, secondo le proprie ambigue interpretazioni di parte, sulla base del marxismo culturale 

   Infatti, anche se negli Stati Uniti si legge ancora abbastanza, questo declino non è un fenomeno esclusivo, all’America, anzi, è abbastanza diffuso un po’ in tutto il mondo occidentale ed in Francia, dove si consideravano il Popolo più colto al mondo, ormai le lamentele non sono da meno. Ed ecco che a partire da tali critiche basi, le Università di buona parte del mondo, invece di formare professionisti competenti, hanno cominciato a formare una miriade di militanti, i quali, oggi dominano non solo gli stessi atenei, ma anche buona parte del mondo della politica, della sempre più scadente cultura e specialmente i diversi mezzi di comunicazione, di diffusione, controllati da un esercito di indottrinati, come avviene ugualmente negli ambienti artistici, dello spettacolo.

   Simultaneamente,  con il fallimento del collettivismo, non pochi dirigenti dei Paesi ex-comunisti, hanno ricevuto poltrone nei più elevati quadri delle Nazioni Unite da dove, ora forti del rispettivo prestigio possono fomentare le loro vecchie idee, rimesse a nuovo da un seducente ingannevole trucco e dalle presunte apparenze umanitarie esteriori, ma che mirano a precise finalità. Così, dall’alto della loro autorità, emanano nuovi proclami, manifestandosi soprattutto attraverso  le rispettive accreditate appendici, quali l’IPCC per l’ambientalismo, l’UNESCO per l’educazione, dove insistono con la forzata introduzione della psicologia sociale e dell’ideologia di genere, mentre l’OMS per la sanità – presieduta attualmente da un dichiarato collettivista -, che non è solo stato capace di, inizialmente mascherare il problema del nuovo Coronavirus,  ma assumendo attivamente l’iniziativa di raccomandare misure alquanto addirittura devastanti, creando protocolli equivoci e totalmente devianti, dalle quali si è generata un’enorme confusione sulla pandemia, raccomandando l’indiscriminato blocco delle attività produttive, raccomandando ai governi che inducessero il confinamento delle persone. 

   Tutto ciò, evidentemente, in armonia e sempre a favore dell’agenda dettata dalla politica orientata dall’ostinata resuscitata Sinistra. Infatti,  è ben noto che con il progresso industriale, che ha ridotto drasticamente il numero di poveri al mondo, nonostante l’espansione demografica di questi ultimi decenni, il comunismo ha scarsissime possibilità di vincere contro il circolo virtuoso della distribuzione di ricchezza generata dall’Ordine Spontaneo del libero mercato; per cui, il primo passo è quello di discriminare il sistema, in primo luogo, accusandolo di aver messo in grave pericolo la “sopravvivenza” del Pianeta ed in secondo luogo, sostenendo la tesi che, ormai saremmo diventati in troppi e che è assolutamente necessario,, ridurre con urgenza il numero di persone che lo abitano.  Per cui, possiamo osservare come ultimamente queste organizzazioni guidate dalle Nazioni Unite hanno  aumentato intensivamente il proprio attivismo in forte opposizione al consumismo ed alla industrializzazione, tornando a mettere sotto accusa, dunque, il disprezzato capitalismo.

   Parallelamente, a queste tesi, si sono aggiunti alcuni noti grandi miliardari – tanto per citarne alcuni – come: Al Gore, alla guida delle tesi degli ambientalisti; Bill Gates come grande finanziatore dell’OMS,  con il suo equivoco progetto di sviluppo di vaccini e di sterilizzazione in massa, per la riduzione della Popolazione nel Mondo; George Soros, settario favorevole ad una specie di capitalismo di stato, capace di ricreare un’economia patrimonialista controllata politicamente favorevole alle sue speculazioni, è sempre più impegnato ad appoggiare con i suoi investimenti, regimi di sinistra, ottenendo privilegi monopolistici per propri capitali che circolano da un Paese all’altro come veri fantasmi, acquistando azioni in ribasso per venderle appena vanno in ascesa. E, grazie ai giganteschi utili ottenuti, questi personaggi, attraverso  fondazioni, naturalmente, esenti di imposte, costituiscono centinaia di ONG, quasi tutte fortemente orientate a sinistra e distribuite in migliaia di “cellule” che operano principalmente nei Paesi sottosviluppati od in via di sviluppo, ma generalmente indirizzate all’ideologia che loro dicono essere progressista, ma di chiara matrice mancina, sempre più radicale, dove, allo stesso tempo che danno assistenza a piccole comunità, formano focolai di nuovi militanti, ovviamente contrari alla libera iniziativa.

   In questo oltremodo pericoloso stratagemma – per le libertà degli individui -, entrano anche, se non soprattutto, i veicoli della diffusione dell’informazione – giornali e TV -, dove ormai possiamo chiaramente osservare come sono praticamente tutti condizionati dalle idee contrarie al virtuoso, ma odiato capitalismo; per cui, si pratica un’autentica e visibile censura su tutte le notizie che non coincidono alle loro tesi o che potrebbero mettere in dubbio le loro interpretazioni della realtà, ma pur sempre a sfavore dell’economia di mercato, a privilegio del collettivismo, contro l’industrializzazione e la libera circolazione dell’informazione. E, se per caso, qualcuno osa contraddire le correnti dominanti, o viene apertamente contestato, ma di preferenza tacitamente  condannato all’ostracismo. E se una volta ciò avveniva con autori come George Orwell od Albert Camus, tanto per citare due casi storici, oggi boicottano qualsiasi scienziato, qualsiasi ricercatore, o politico, tutti coloro che non risultano in linea della loro agenda, in grado contraddire proclami e notizie controllati dai loro cooptati.

   Tuttavia, con la rivoluzione di Internet, che avrebbe dovuto permettere la libera circolazione delle idee di tutte le inclinazioni, nel frattempo, si è sviluppata una vera rete di servizi ai quali, in tesi, a quasi tutti dovrebbe essere possibile iscriversi per diffondere differenti interpretazioni, pareri eccetera; per cui, i veicoli di comunicazione e di diffusione tradizionali – giornali, TV ecc. – hanno perso parecchio peso. Questo, anche perché la gente ormai si era accorta come questi organi, spesso dipendendo da finanziamenti pubblici o dalla pubblicità dei grandi conglomerati economici dai forti interessi, facevano il gioco dei poteri, mentre allo stesso tempo sulla rete si nasceva una miriade di siti, di blog, di filmati e di giornali elettronici indipendenti; insomma, nuovi veicoli, forme e mezzi che permettevano la circolazione di notizie – vere, come pure altrettante numerose menzogne, naturalmente – che potevano essere contestate o confermate in tempo reale -, scambiate in modo spontaneo come facebook, twitter, google, youtube, WhatsApp, Instagram  e così via, che inizialmente non erano soggette a tale  severa censura. 

   Ecco che, nonostante i tradizionali veicoli di diffusione e di informazione, facendo il gioco dei loro finanziatori e dei politicanti più generosi, stessero perdendo sempre più lettori ed ascoltatori, con l’arrivo del nuovo coronavirus, cadeva per loro dal cielo come una opportuna manna. Ecco che, così, con il loro sensazionalismo degenerativo, con insistente martellamento del terrorismo mediatico, riuscivano a recuperare “audienza” e seguitori, creando una gigantesca onda di panico, drammatizzando le dimensioni di una pandemia che – prendendo per oro colato previsioni come quelle grottesche dell’Impierial College -. secondo loro,  avrebbe prodotto milioni e milioni di morti, mentre diversi governi molto indeboliti quanto impopolari, com’è il caso dei governi italiano, spagnolo e francese, si affrettavano a dichiarare a dichiarare l’emergenza, scoprendo a loro volta un potente pretesto per allungare la propria sopravvivenza, decretavano assurde drastiche misure, obbligando la gente ad un confinamento in casa, come se fosse in arresto ai domiciliari generalizzato, decretando addirittura il coprifuoco e chi, fosse sorpreso fuori di casa, sarebbe stato soggetto a forti ammende e, resistendo perfino all’arresto con tanto di violente aggressioni fisiche, con tanto manette ecc.  

   Si ignoravano, invece, principi basici di una concreta buona salute, come le oltremodo salutari passeggiate, le esposizioni all’aperto, potendo beneficiarsi di aria fresca per una migliore circolazione del sangue e soprattutto per poter godere dei raggi solari diretti che permettono all’organismo di assorbire vitamina “D”; ossia, tutte condizioni che notoriamente conferiscono una maggiore immunità alle malattie, oltre alla resistenza anche alla depressione, mentre chiusi in casa, come si sa, la tendenza è di rendere le persone più deboli…

   Misure dettate dai prepotenti governi, tipiche di regimi totalitari che erano giustificate da dichiarazioni pubbliche ufficiali attraverso i canali televisivi con la partecipazione di sedicenti specialisti che sottoscrivevano tutte le tesi favorevoli ai politicanti, mostrando spesso immagini drammatiche – come quelle teatrali di Wuhan con la gente che cadeva morta per le strade e nei centri collegiali – che riverberavano in tutto il mondo; mentre, in Italia, le numerose bare allineate ed i camion dell’esercito con i militari che caricavano i cadaveri di anziani per decessi tempestivamente attribuiti a Covid-19. Se non bastasse, le salme, senza una conferma della causa, venivano destinate ad  immediata cremazione, prive di appello e senza nemmeno permettere ai poveri congiunti di poter rivederle e congedarsi in lutto dai propri cari, negando tassativamente addirittura un lecito funerale: si sosteneva che era troppo pericoloso; così, almeno, dichiaravano gli specialisti perché il rischio era di diffondersi oltre qualsiasi controllo. 

   Grazie all’estensione delle restrizioni, non solo alla circolazione della gente, anche qualsiasi semplice parere da parte di chi osasse esprimere critiche contrarie ai presunti profeti delle disgrazie annunciate, rischiavano di essere denunciati e perfino arrestati. Eppure, fra coloro che mettevano in dubbio tutte quelle arbitrarie dichiarazioni e le rispettive drastiche misure, si contavano fra i più prestigiosi ricercatori italiani, francesi, inglesi ed americani. E, per diffidare di  tali certezze e vederci più chiaro, alcuni medici, contrariando gli ordini delle prepotenti autorità, alcuni ricercatori delle Università delle più antiche facoltà italiane di medicina, – Bologna e Padova – decidevano di realizzare delle autopsie per capire cosa poteva aver generato tanti improvvisi decessi; ebbene, scoprivano che la ventilazione forzata di ossigeno aveva generato  coagulazione del sangue, i cui trombi avevano provocato la morte degli ammalati che possibilmente avrebbero potuto sopravvivere.
Parallelamente, si parlava apertamente di medicinali che, applicati ai primi sintomi, interrompevano le infezioni; era il caso dell’idrossiclorochina, di basso costo molto e efficace fra gli altri mali alla prevenzione della malaria ed alla difesa dell’organismo contro il lupus. Misteriosamente si alzavano gli scudi, probabilmente fomentati dalla grande e potente industria farmaceutica, interessata alla promozione di medicinali nuovi e della precoce vaccinazione su scala mondiale, su forte pressione politica, nonostante lo sviluppo di un efficace vaccino richieda normalmente anni di sperimentazioni. Ma si può immaginare quale interesse si celi dietro un mercato di 4-5 miliardi di vaccinazioni…

   Intanto, con l’emergenza, ai governanti e rispettivi politicanti e burocrati della situazione, era possibile stanziare, distribuire e spendere, somme enormi da destinare, senza gare d’appalto per l’acquisto e l’importazione di respiratori cari e di mascherine a buon mercato da usare in modo coercitivo sulle quali organizzazioni e personaggi “diversi” potevano lucrare in modo scandaloso. Qualsiasi voce contraria veniva prepotentemente messa a tacere, minacciata tanto di denunce come contravvenzioni. La vergognosa esagerazione che aveva creato un’incredibile psicosi mondiale, assumeva ormai dimensione planetaria, se guita da dubbi avallati da forti sospetti provenienti anche dalla Germania, dove circolava un certo compromettente rapporto, sottratto ai servizi segreti tedeschi. Tradotto, era stato raccolto ed aggiunto a tutta un’ulteriore serie di osservazioni che un isolato editore coraggioso – Leonardo Facco -, il quale insieme ad una trentina di specialisti, aveva pubblicato il saggio dall’eloquente titolo CORONAVIRUS: STATO DI PAURA  
https://www.ibs.it/coronavirus-stato-di-paura-storia-ebook-leonardo-facco-gruppo-lao-tse/e/9788833633855

con cui si enuncia l’estrema gravità della situazione e le troppe contraddizione sostenute più politicamente che dalla scienza e che emergevano da più parti, soprattutto da ricercatori onesti ed accreditati internazionalmente, puntualmente avversati e ridotti ad ostracismo dal sistema, per essere in diretta discordanza con le tesi diffuse dalle fonti ufficiali che preferivano dare ascolto a coloro che sposavano le loro incoerenti misure imposte di autorità. 

   La paranoia, quindi, disseminata ed alimentata con la prospettiva di una presunta quanto imminente tragedia generalizzata dalle dimensione inimmaginabili, e con l’insistente ausilio dei notiziari di giornali e TV – organi che avevano perso buona parte della credibilità -, ora, si recuperavano dalla propria crisi, avendo oltretutto fatto riverberare un altrettanto nocivo panico, essendo riusciti a terrorizzare oltre mezzo mondo, insistevano continuamente sull’importanza affinché la gente si chiudesse in casa, dietro raccomandazione dell’altrettanto ambigua OMS che, fra l’altro, aveva perfino già apertamente sconsigliato la cura con medicinali di fatto efficaci, nonostante numerosi quanto concreti rapporti medici, fossero, sopra ogni ragionevole dubbio, risultati molto positivi, salvando vite, in Francia, negli Stati Uniti, in Brasile ecc. 

   Ebbene, oltre al panico generato dai continui annunci delle autorità, questi avevano prodotto un’isteria collettiva, mai vista prima, contro la quale, tuttavia, sulle reti sociali cominciavano a circolare ipotesi del tutto contrarie, alle tesi divulgate con insistenza dai governi, assecondati dai veicoli di diffusione dominanti che non avevano alcun interesse di minimizzare la dimensione della catastrofe annunciata dagli equivoci pessimisti di piantone. Allo stesso tempo, tuttavia, tutta una serie di specialisti, scienziati, ricercatori ed attenti coerenti osservatori, non avendo voce presso la diffusione accreditata,  esponevano  in rete i pareri tecnici in diretto contrasto con le versioni ufficiali che, però venivano puntualmente ignorate da chi preferiva dar credito al efficientissimo terrorismo mediatico.  Alle voci ufficiali si associavano anche le stesse Nazioni Unite attraverso l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ad ogni quindicina di giorni ne inventava una diversa ed alla fine, dinanzi alla realtà, non poteva più fare a meno di contraddire le proprie incoerenti dichiarazioni precedenti.

   Del resto, le stesse Nazioni Unite, in passato, hanno già ampiamente dimostrato la propria ambiguità, mostrando a quale livello ufficiale avevano  privilegiato personaggi come quella ingenua folklorica ragazzina svedese, manipolata dai propri genitori, noti militanti ambientalisti, che si presentava in pubblico, annunciando la prossima fine del pianeta per colpa delle industrie e del consumismo. A tali assurde drammatizzazioni, nuovamente, si opponevano numerosi autentici scienziati titolati che dichiaravano che, contrariamente a quelle sciocchezze, il clima cambia da sempre, ossia, da quando il mondo è mondo. Tutta la militanza indottrinata, con l’ausilio altri ricercatori e rispettivi politicanti – sempre pronti ad alimentare il populismi ed a stanziare fondi -, in una evidente forma di censura velata, non perdevano tempo per negare la stessa realtà storica. Infatti, agli oppositori non si potevano fare concessioni, concedendo pari opportunità di esporre le loro ragioni scientifiche, allo stesso modo di come si dava esposizione pubblicizzata a livello mondiale ad una impertinente che si può perfino permettere di non  frequentare nemmeno la propria scuola.

   Ma l’azione dell’intolleranza politica praticata non solo dai soliti veicoli d’informazione, ma dagli stessi istituti di sondaggi elettorali, come quando  davano per certa la sconfitta di Donald Trump alle elezioni presidenziali contro la Hillery Clinton, da una parte e dall’altra, di Bolsonaro, in Brasile, dato perdente contro tutti i candidati della Sinistra, quando, almeno nel caso del brasiliano, da come era accolto ovunque si recasse, risultava più che evidente che avrebbe stravinto, nonostante le urne elettroniche made in Venezuela patria del “buon” Hugo Sánchez – attivo membro del Foro di San Paolo, che aveva per finalità la creazione dell’Unione Sovietica Latinoamericana sotto la guida di Fidel Castro… Progetto al quali i sinistri dell’occasione ancora sognano. Eppure, anche su tale fatto, come sulle palesi preferenze da parte del pubblico, giornali, TV eccetera, tacevano sulla popolarità dei due candidati della Destra, risultati in fine vittoriosi.

   Ora, il culmine dell’ambiguità censoria, si raggiungeva più recentemente con l’emergenza della famosa pandemia, dove si nega ancora la voce ai più noti specialisti, cedendola generosamente a tutta una serie di medici certamente non di primo piano. Non per niente, ai dibattiti, ancora oggi partecipano spesso personaggi del tutto estranei alla ricerca scientifica ed alla medicina di eccellenza; a costoro, si preferiscono personaggi dello spettacolo e della politica allineati che, di dubbia nozione di causa, contribuiscono all’allarmismo e che, non raramente, sfidano direttamente dati solidi e statistiche giuste che altrove i veri scienziati possono presentare con argomenti concreti e specifici, ma che per loro sfortuna mettevano e mettono sempre di più in dubbio la vera causa dei politicanti, esponendo la debolezza degli interessi del sistema. Infatti, a questo premeva e tuttora preme mantenere l’emergenza che, non a caso, impedisce all’opposizione di ricorrere a nuove elezioni. 

   Personalmente, credo che molto probabilmente, una volta che anche questa insana onda mediatica e politica giunga all’esaurimento, molte colpe porteranno all’accusa di reali responsabilità per aver abusato del proprio potere e che la verità venga a galla per smascherare in breve non pochi protagonisti, colpevoli dell’esagerazione e dei disguidi, involontari, equivoci e sinceri, commessi con le migliori intenzioni o volutamente in modo fraudolente,  dovranno essere accusati delle rispettive responsabilità che si sono arbitrariamente assunte, danneggiando non solo l’economia e limitando le legittime libertà dei sovrani individui, ma dovranno rispondere dinanzi ai tribunali, forse internazionali – come quello di Norimberga contro i nazisti – per aver usurpato le libertà costituzionali degli individui e perfino per aver istituito misure grottesche come il coprifuoco. Tanto è vero che ci sono già alcune organizzazioni del Belgio, Olanda, e Germania, principalmente un noto studio legale tedesco, coordinato dal Dr. Reiner Fuellmilch – noto per aver già mosso altre famose azioni legali contro alcune potenti multinazionali tedesche – che stanno organizzando procedure penali collettive contro i tanti abusi perpetrati e le falsità divulgate oltre alle decisioni incostituzionali che si hanno messo in pratica con il pretesto della pandemia. Eppure, ancora una volta, i giornali e TV non ne fanno alcun accenno in una chiara dimostrazione che siamo nuovamente confrontati con una infausta forma di evidente censura non dichiarata.

      Ed un ennesimo caso altrettanto vergognoso quanto palese di censura, che si presenta come un’autentica forma di abuso di potere che si può benissimo qualificare come incontestabile tirannia, lo si osserva proprio in queste settimane, quando ancora a pochi giorni dalle elezioni presidenziali americane si sono susseguiti insistenti attacchi al candidato a rielezione di Donald Trump, mentre sull’altro fronte, non solo i giornali, le televisioni, ma perfino le reti sociali, hanno immediatamente taciuto in una non dichiarata ma evidente forma di autocensura, sulle scandalose rivelazioni emerse a proposito del coinvolgimento di Joe Biden, di suo figlio Hunter e di suo fratello Jim in affari oltremodo oscuri che se avessero coinvolto, non dico il proprio Trump, ma solo il suo vice Pence, occuperebbero le prime pagine a titoli cubitali, mentre nel caso specifico è calato poco misterioso quanto imbarazzante silenzio assoluto.

   Per cui, è chiaro che dietro a tali anormalità si celino degli inconfessabili importanti interessi politici, economici. Altrimenti, come spiegare il fatto che il N.Y. POST – il quarto giornale più accreditato degli Stati Uniti, con una storia di bicentenaria tradizione -, sia stato non solo ignorato ambiguamente da tutto il sistema mediatico americano, ma perfino le reti sociali, come twitter, facebook, instagram, google abbiano putto boicottare ed addirittura silenziare pubblicazioni di un loro importante cliente quale il NYP? Perfino il senatore Ted Cruz, scandalizzato da tali misure, ha pubblicamente interpellato direttamente i titolari stessi, Mark Zuckerberg (facebook) e Jack Dorcey (twitter), questionando l’illegittimità delle loro decisioni di censurare importanti notizie, che coinvolgono addirittura la sicurezza nazionale ed evidentemente sfavorevoli alla causa del Partito Democratico, per avere volontariamente soppresso, in maniera del tutto illecita, la diffusione delle notizie veicolate sia dal NYP, come quanto diffuso dalla rete televisiva FOX NEWS. Infatti il N.Y. POST non ha esitato a pubblicare diversi particolari oltremodo compromettenti, scoperti dalle registrazioni sui Notebook – dimenticati da Hunter Biden – che li aveva lasciati presso il tecnico per essere riparati.  

   D’altra parte, dinanzi alle dichiarazioni di Joe Biden di non aver mai avuto a che fare con finanziamenti da altri Paesi, si è presentato prontamente un testimone, del quale non è possibile dubitare – Tony Bobulinsky – ex-socio dello stesso figlio Hunter, che possiede tutta una serie di documenti e registrazioni vocali anche di conversazioni che dimostrano la evidente partecipazione alle trattative sia di Joe come di suo fratello Jim, in oscuri affari con la Cina, Ucraina, Romania e non solo. Eppure, con eccezione della FOX NEWS, la gravità di tali fatti non viene minimamente veicolata dal resto dei veicoli mediatici. Se, dunque non ci troviamo dinanzi ad una concreta forma di tirannia della censura, di cos’altro si può accusare tutta la struttura americana dell’informazione?

   Come non dare ragione all’interprete britannico Rowan Atkinson, meglio conosciuto come Mr. Bean, che  pubblicamente fa osservare come, non solo sia del tutto illegale la soppressione della libera espressione di un semplice parere e di un’accusa, ma è umanamente ingiustificata.